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La strada sbagliata che rovina la città |
Comitato x Taranto scrive: Attraverso un famigerato comunicato stampa che è circolato nei giorni scorsi all’interno di un limitato gruppo di contatti, abbiamo appreso che il Comune di Taranto, in accordo con l’AMIU, intendeva presentare ufficialmente alla città la riapertura dell’inceneritore AMIU, camuffandolo in un imballaggio tecnico-retorico che va sotto il nome accattivante di “chiusura del ciclo dei rifiuti”. Dal punto di vista metodologico, per una giunta che si vanta di sostenere la partecipazione, è apparso sospetto il fatto che i cittadini venissero messi al corrente di un dato di tale importanza per la loro salute, solo a cose fatte e senza che vi fosse stata una preventiva comunicazione e pubblicizzazione dell’evento (i siti istituzionali del Comune e dell’AMIU non ne accennano minimamente). Già questo, ai sensi delle direttive europee circa la trasparenza in materia ambientale, costituisce un grave atto di occultazione e di omissione di informazione nei riguardi del pubblico interessato. Dal punto di vista etico non si capisce con quale onestà e coerenza le persone che hanno elogiato questo vecchio impianto, già riadattato prima ancora di ottenere le autorizzazioni, si posero alla testa di una manifestazione, quella di Altamarea del 29 novembre scorso, peraltro non organizzata da loro, che nacque dalla legittima aspirazione di tutti i tarantini ad un ambiente sano. La piattaforma, cui tutti i partecipanti aderirono, citava espressamente la contrarietà alla riapertura dell’inceneritore, che avrebbe apportato un incremento di sostanze tossiche su tutto il territorio jonico. Come non sottolineare quanto un simile comportamento, unito ad una crescente, pericolosa, inerzia in campo ambientale, allontani sempre più da questi amministratori il favore di una cittadinanza che aveva creduto nella loro responsabilità ed onestà, scegliendoli quali guida di una città che già troppo aveva dato alle logiche dello sfruttamento e devastazione del territorio? Scendendo, invece, sul piano tecnico, come cittadini, non essendo mai stati interpellati in una pubblica discussione in merito, ci sentiamo di osservare e sottolineare tutte le incoerenze di un’azione che, nella migliore delle ipotesi, è solo un ennesimo, inappropriato quanto squallido, modo di fare cassa a spese della salute pubblica. In primo luogo il “fantasma” della “chiusura del ciclo dei rifiuti”, arricchito da pannelli solari e compostaggi vari, suona come la solita scusa che in tutta Italia viene sventolata per autorizzare queste nefandezze ambientali: Taranto è purtroppo una città di rifiuti che annovera oltre settanta discariche e l’unico inceneritore attivo di Puglia, quello di Massafra. Qui si brucia solo parte dei nostri rifiuti ma in compenso si accolgono quelli di tutta la Puglia, della Campania, e di tante belle e pulite regioni del nord. Non si coglie la ragione dell’apertura di un altro inceneritore a poche centinaia di metri da quello, su un area già pesantemente offesa da miasmi e inquinamento industriale. Un area di grande valore paesaggistico, a ridosso del nascente parco delle gravine, costellata di sontuose, antiche masserie che non potranno mai più essere convertite in agriturismi e centri culturali e ricettivi, così come accade per le loro omologhe salentine. Per non parlare di coltivazioni e allevamenti già colpiti dal dramma diossina.
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Inviato Lunedì, 23 marzo 2009 alle 19:35  
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Il condono edilizio ...vìola la Costituzione |
NevioConte scrive: Il reiterarsi di sempre più inammissibili provvedimenti di Condono Edilizio, ha ingenerato tra i cittadini una drammatica e purtroppo più che fondata aspettativa d'impunità. Appare chiaro che sussistono seri dubbi di costituzionalità per quanto alla liceità di detti provvedimenti, atteso che sono palesemente contrari al principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione:(Tutti i cittadini …sono eguali davanti alla legge…) specie allorquando non rivestono carattere di straordinarietà di eccezionalità, in quanto il perdurante fenomeno dell’abusivismo di massa (è ampiamente dimostrato) ancorché fatto eccezionale, è piuttosto ispirato da "finalità di ordine finanziario", atteso che l’estinzione dei reati (art. 38 L. n.47/85) avviene alla scadenza dei trentasei mesi, arco temporale questo che ovunque ha purtroppo registrato la completa assenza-inadempienza di tutte le Amministrazioni.
Deprecabile infatti il comportamento di “chi” sin dal 1986, in violazione di precise leggi, della Costituzione dunque, ha condotto amministrazioni comunali inadempienti atteso che nulla è stato fatto per porre in atto il “riordino del territorio”, la “remissio in ius” degli abusi ovviamente sanabili, la “demolizione o acquisizione” delle strutture non sanabili, l’eventuale “rinnovazione” degli strumenti urbanistici, la “redazione” dei piani paesistici o urbanistico - territoriali previsti dalla L. n. 431/85, lasciando i cittadini in balia della sorte e di assurde interpretazioni.
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Inviato Lunedì, 16 marzo 2009 alle 19:11  
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Chiude anche la seconda acciaieria dell'Ilva |
Anche la seconda acciaieria dell'Ilva chiude. La chiusura dell'acciaieria 2, il più grande reparto industriale per la produzione di laminati piani, sarà a tempo indeterminato. La notizia, giunta con una nota diffusa del Gruppo Riva, rispecchia pienamente il periodo di grande crisi che l'economia mondiale sta attraversando. A causa della crisi finanziaria l’acciaieria 2 verrà fermata. Si tratta di una decisione esclusivamente dettata dal crollo della domanda di acciaio nei tradizionali sbocchi di mercato come auto, elettrodomestici ed edilizia. Il settore dell’auto ha visto, ad esempio, le immatricolazioni crollare del 40 per cento. Nonostante il reparto avesse già da due settimane dimezzato la produzione, questo stop non era previsto. Anche lo stesso Fabio Riva, vicepresidente del gruppo, in un incontro con i sindacati avvenuto due settimane fa aveva parlato esclusivamente di un dimezzamento della produzione, senza accennare alla chiusura dell'impianto. Il gruppo Riva esclude comunque che la chiusura sia definitiva.
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Inviato Martedì, 10 marzo 2009 alle 18:27  
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Banche di governo e di rapina |
V-Day scrive: Le banche e gli enti di controllo sono i primi responsabili della catastrofe finanziaria. Dov'erano in questi anni la Banca d'Italia, la Consob, l'ABI, i ministri del Tesoro? I Tremorti e i Padoa Schioppa? I Fazio e i Draghi? I Geronzi, i Passera, i Profumo? I sindaci che hanno investito in derivati le tasse dei cittadini? Gli analisti finanziari? I giornalisti economici? I Cardia e i Capuano? I titoli spazzatura, i futures senza futuro, i subprime, i Cdo, i buchi di bilancio, le esposizioni bancarie senza garanzie. Questi signori o sapevano tutto, e allora sono dei criminali e vanno perseguiti, oppure sono degli incompetenti da licenziare al più presto. Il rinnovamento deve partire dai vertici finanziari. Liquidare i politici e lasciare al loro posto i banchieri non serve a nulla. Al prossimo giro chi ha il controllo del sistema finanziario eleggerà altri prestanome, servi o soci in affari. Per salvare il Paese distrutto dalle banche si prestano soldi alle banche senza rimuovere i responsabili. E' un mondo alla rovescia. Si premiano con soldi pubblici, frutto delle tasse delle famiglie, gli stupratori del risparmio dei cittadini. Senza neppure chiedere un ricambio, con Passera e Geronzi al loro posto con stipendi da milioni di euro. Invece di fare un passo indietro, hanno fatto due passi avanti. I responsabili sono premiati, i cittadini, spesso, hanno perso tutto. Se rubi per fame del prosciutto al supermercato ti arrestano, se mandi sul lastrico migliaia di famiglie diventi presidente di Mediobanca. E' in atto una rimozione collettiva. Le banche controllano i giornali, sono presenti nei consigli di amministrazione dei gruppi editoriali. Lo tsunami finanziario è descritto come un evento soprannaturale, qualcosa di inevitabile, di cosmico. I vertici delle banche sono vittime della situazione, non responsabili. Quanto hanno guadagnato di stock option negli ultimi anni i banchieri grazie ai titoli tossici? Di quanto si sono ridotti lo stipendio dopo la crisi? Credo che sia necessario una pubblica discussione con dati, nomi, responsabilità, guadagni illeciti di chi è stato al vertice delle istituzioni finanziarie e dei loro complici dell'informazione. Nel frattempo, non un solo euro dello Stato alle banche.
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Inviato Giovedì, 26 febbraio 2009 alle 18:10  
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50 cent. per un mattone....... da demolire !!! |
NevioConte scrive: Atteso l’imperante immobilismo che in materia di Desolazione regna sovrano, l’osservatorio intende riprendere le battaglie contro la fatiscenza urbana, soprattutto avverso l’Abulia e l’Ignavia di chi dovrebbe provvedere, ma che da sempre è in tutt’altre faccende affaccendato. Senza soluzione di continuità dunque denunciamo quanto di anomalo è riscontrabile ovunque. Tante le brutture, troppi gli abbandoni che sfigurano e scempiano il Territorio. Da anni, purtroppo invochiamo invano però, il rispetto delle Leggi in materia di Degrado e Fatiscenza. In considerazione del desiderio a più voci esternato di veder risolto l’immane scempio determinato dal devastante permanere dell’antesignano dei monumenti all’abbandono ovvero lo scheletro del vecchio motel che con sprezzante arroganza da oltre trent’anni si staglia al Bivio di Talsano, nell’assoluta indifferenza di chi “dovrebbe” provvedere all’eliminazione, di chi non tiene in considerazione alcuna il “diritto negato” di chi transitando per quei luoghi, si chiede quali possano essere i motivi ostativi alla rimozione, il “diritto calpestato” di chi da anni ormai auspica e confida in una provvidenziale soluzione.
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Inviato Giovedì, 19 febbraio 2009 alle 20:26  
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La crisi dipende dai punti di vista |
Mazzetta scrive: Se c'è qualcosa che non torna a proposito della crisi, è nelle molteplici definizioni della sua natura, estensione e durata. Gli estremi sono rappresentati da una parte da quelli come Berlusconi, che negheranno che esista fino a che non finiranno sdraiati, a quanti l'hanno salutata come l'avvento della fine del capitalismo. In mezzo c'è di tutto, generalmente ricostruzioni interessate, spesso dettate più dalla speranza che da considerazioni razionali. Da rilevare e tenere a mente è che su esiti e durata della crisi le previsioni più realistiche sono abbastanza lontane da quelle maneggiate e diffuse dai media. A livello di comunità parlante fino all'anno scorso si parlava di un anno disastroso, con l'inizio dell'anno sono già diventati due per quasi tutti i commentatori. In particolare è abbastanza rivelatore il confronto tra le visioni della crisi recentemente espresse da due personalità molto vicine tra loro come Bill Gates e Warren Buffet. I due, oltre ad essere gli americani più ricchi, sono soci in una fondazione benefica nella quale faranno confluire i loro patrimoni, che giudicano troppo esagerati per i loro eredi. Ma mentre Bill Gates si è ritirato dagli affari, Warren Buffet resta sulla cresta dell'onda. Così Buffet qualche giorno fa ha dichiarato che è il momento di acquistare azioni, facendo capire che ritiene ormai passato il peggio. Buffet si è buttato a pesce nella crisi, tanto che è andato al salvataggio della banca Goldman Sachs con un accordo che promette guadagni ingentissimi, ma a prezzo di un rischio quasi altrettanto elevato.
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Inviato Giovedì, 05 febbraio 2009 alle 18:30  
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Io so |
Markus scrive: "Io so che ancora una volta ci stanno prendendo per il culo, soltanto che non lo fanno con le solite ballette quotidiane. Questa volta stanno organizzando una grande operazione di disinformatia di stampo sovietico o sudamericano, come volete. O italiano: diciamo pure di stampo italiano, italiota. Lo fanno perché hanno paura degli elettori che forse hanno cominciato a intuire quale gigantesca porcata debbano nascondere, o quali gigantesche porcate debbano nascondere con questa legge inciucio contro le intercettazioni.
Per la prima volta, non sono riusciti, Berlusconi e i suoi complici, a convincere l'opinione pubblica che in Italia ci vogliano meno intercettazioni. Gli italiani, per motivi ovvi di intelligenza e per interesse alla loro sicurezza, sanno che è giusto e doveroso rinunciare a un pezzettino della nostra privacy per mettere qualche telecamera in giro, per acchiappare più delinquenti, per mettere dei telefoni sotto controllo per acchiappare più delinquenti. Ma anche per scoprire, eventualmente, se c'è qualche innocente che è finito ingiustamente in un'inchiesta, grazie alle intercettazioni. Si riesce immediatamente a scindere la responsabilità dei colpevoli e degli innocenti, quindi le intercettazione per chi non ha niente da nascondere è una risorsa. Invece, per chi ha molto da nascondere, è un pericolo. Questo non sono riusciti a farlo passare, ancora, nemmeno l'orchestra nera che ci martella da vent'anni è riuscita a convincerci che dobbiamo accettare, per il nostro bene, meno intercettazioni per i reati di lorsignori, e dunque anche per i reati di strada. Pare che persino gli elettori leghisti – per fortuna, meglio tardi che mai – si stiano ribellando e stiano premendo sui loro rappresentanti perché non firmino la porcata che Berlusconi vuole fare.
E ci raccontano, i giornali, che la partita è se entrerà o meno la corruzione fra i reati per i quali non si potrà più intercettare.
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Inviato Giovedì, 29 gennaio 2009 alle 19:41  
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Taranto, baby-gang picchia 16enne |
Baby-gang in azione a Taranto. Un ragazzo di 16 anni è stato minacciato, picchiato e rapinato da un gruppo di sei coetanei, tre dei quali sono stati identificati e denunciati dalla polizia. Il 16enne era fermo vicino a un marciapiedi in sella alla sua moto quando è stato accerchiato dai bulli, che l'hanno spintonato e gli hanno rubato la moto poi restituitagli danneggiata dopo un borseggio.
La brutta avventura è cominciata quando il 16enne, fermo in sella alla propria moto, è stato accerchiato dai bulli, che l'hanno spintonato e deriso. Poi è stato bloccato dal gruppo, mentre uno di loro si è impossessato della moto. Dopo lunghissimi attimi di terrore, in cui il ragazzo temeva di subire altre umiliazioni, l'altro giovanissimo è tornato ferito al labbro, con la moto danneggiata e una borsetta da donna attaccata al manubrio. Secondo gli investigatori, aveva scippato una donna ed era caduto dalla moto. La baby gang è poi fuggita.
Senza perdersi d'animo, la vittima della violenza si è subito recata ad un commissariato di polizia e la descrizione dettagliata dei suoi aggressori ha consentito di rintracciarli in pochissimo tempo. Tre giovani del gruppo, due 17enni e un 16enne, sono stati individuati. Per loro è scattata una denuncia per rapina e minacce. La polizia ora sta procedendo all'identificazione degli altri tre componenti la banda.
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Inviato Mercoledì, 28 gennaio 2009 alle 18:02  
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| Marco Travaglio |
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| In Primo Piano |

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| Giovedì, 18 dicembre | | · | Mentre in Regione si approvava la legge anti-diossine il sindaco..... |
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